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Verso lo 'school pass', un chip anti-assenze

Verso lo 'school pass', un chip anti-assenze
Registra presenza e ora di entrata a scuola. La sperimentazione al via in un liceo classico di Roma
20 gennaio, 20:29


Ddl lavoro: apprendistato vale come ultimo anno a scuola
di Lorenzo Attianese

ROMA - Palmari per registrare presenze e voti, lezioni in videoconferenza, 'tornelli virtuali' e, per tutti gli istituti, l'invio di sms ai genitori di chi marina la scuola. Arriva anche per gli studenti la stretta anti-fannulloni, stavolta in versione hi-tech. In prima fila per sperimentare la rivoluzione c'é il liceo romano Aristofane, dove già dal prossimo anno potrebbe sbarcare una sorta di 'school pass' che registra presenze e ritardi. Ad annunciare tempi duri per i 'furbetti' è stato oggi il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il quale ha spiegato che "nelle prossime settimane si procederà con l'uso degli sms per comunicare ai cittadini gli adempimenti scolastici".

Per alcuni presidi la lotta ai fannulloni tra i banchi passa anche per una rivoluzione tecnologica nelle scuole. Le novità dietro la cattedra sono i registri elettronici: piccoli computer palmari con la possibilità di registrare voti e assenze degli alunni, informando i genitori in tempo reale. Con l'arrivo del 'registro 2.0', in alcuni licei romani come il Newton, l'Aristofane e il De Sanctis, carta e penne resteranno definitivamente nel cassetto: l'appello in classe dura pochi secondi e i genitori vengono informati da un sms dopo qualche minuto oppure online. Secondo la Axios, una società di sviluppo software per le scuole da oltre 20 anni, da quest'anno in Italia sono già 500 le scuole che adottano stabilmente il sistema dei palmari e si annuncia il boom dal prossimo anno.

Roma è tra le citta più innovative in questo settore e in prima fila, tra le regioni, ci sono Lombardia e Toscana. "Sono servizi che offriamo ai genitori e che facilitano le procedure. Ora abbiamo anche la possibilità di fare videoconferenze con proiettori", spiega il preside del liceo classico De Sanctis, Elio Carra. Ma per qualcuno i palmari non bastano e si chiedono i tornelli virtuali. Sono diverse le scuole italiane che si informano sui nuovi rilevatori con identificazione a radiofrequenza (Rfid): lo studente viene rilevato con un'antenna capace di leggere un chip digitale inserito in una tessera o su un qualsiasi oggetto che il ragazzo porta con sé. "Abbiamo intenzione di installarlo. Dipenderà dai costi. Decideremo nel collegio dei docenti a maggio", ha spiegato il preside del liceo Aristofane, Rosario Salone. Per ora gli studenti reagiscono con ironia.

"Quando metteranno il filo spinato?", dice la studentessa Silvia Francia, presidente del comitato studentesco del liceo, dove gli alunni sono già dotati di un badge per registrare i ritardi. E adesso potrebbero aggiungersi i tornelli virtuali. Se prima agli studenti bastava una piccola bugia, oggi per marinare la scuola toccherà affidarsi agli hacker.

Da ageman, Mercoledì, 20 Gennaio 2010 22:21 Commenti(0), Leggi tutto
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Fellini: nel 2010 i suoi 90 anni

Fellini: nel 2010 i suoi 90 anni
Esce 'Nine', si celebrano 50 anni Dolce Vita e Guerra fa 90 anni
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - Il 20/1 sarebbe caduto il novantesimo compleanno di Fellini e l'uscita italiana del film 'Nine' e' un omaggio a questo anniversario. Nelle sale dal 22/1, il musical di Rob Marshall s'inserisce nel quadro delle ricorrenze che nel 2010 vedono Fellini protagonista: il 5/2 ricorrono i 50 anni della prima de 'La dolce vita' e il 16/3 festeggia i suoi 90 anni Tonino Guerra,l'amico di una vita, lo sceneggiatore dei capolavori della maturita': 'Amarcord', 'E la nave va' e 'Ginger e Fred'.

Da ageman, Mercoledì, 13 Gennaio 2010 13:18 Commenti(0), Leggi tutto
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Cinema: Natale, vince cinepanettone

Cinema: Natale, vince cinepanettone
Sorpresa Sherlock Holmes, bene Leonardo Pieraccioni
07 gennaio, 20:51

(ANSA) - ROMA, 7 GEN - Con 20.270.691 milioni di euro il cine-panettone Filmauro 'Natale a Beverly Hills' di Neri Parenti vince la sfida delle feste.In seconda posizione 'Sherlock Holmes' (14.339.000), in sala dal giorno di Natale, vera grande sorpresa in positivo del periodo che va dal 18/12 a ieri.'Io & Marilyn' di Leonardo Pieraccioni (12.400.000), uscito con Medusa nella stessa data, si colloca al 3/o posto. Va forte l'ultimo film di Verdone 'Io loro e Lara',al 7/o posto a soli 2 giorni dall'uscita.

Da ageman, Giovedì, 07 Gennaio 2010 22:34 Commenti(0), Leggi tutto
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Anche nelle università Viaggio in un Paese che non conosce più la sua lingua

http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/lingua-italiana/lingua-italiana/lingua-italiana.html

La maggior parte dei giovani ignora grammatica e sintassi.. Anche nelle università Viaggio in un Paese che non conosce più la sua lingua
Italiano, questo sconosciuto "Studenti quasi analfabeti"
di MAURIZIO CROSETTI

Io cossi tu cuocesti egli cosse: cos'è 'sta roba? Piccolo esame di verbi: "Se io sarebbe più abile, tu mi affiderai una squadra". Ma anche: "Se tu saresti più alto, potessi giocare a pallacanestro". Nel cimitero dove giacciono, insepolte, sintassi e ortografia, accenti e apostrofi si confondono in un'unica insalata nizzarda di parole: "Non so qual'è la prima qualità di un'uomo". E tutto questo accade, si legge, si scrive all'Università.
Test d'ingresso per le facoltà a numero chiuso, anno di disgrazia 2009: alcuni degli aspiranti dottori del terzo millennio hanno risposto così. "I giovani che arrivano dalle scuole superiori sono semi-analfabeti", ha dichiarato il magnifico rettore dell'ateneo bolognese, Ivano Dionigi.

E chi ha già superato il traguardo della laurea non sta poi tanto meglio: secondo una ricerca del Centro Europeo dell'Educazione (CADE, o forse sarebbe meglio dire casca: l'asino), l'otto per cento dei nostri laureati non è in grado di utilizzare pienamente la scrittura. Anzi, peggio: 21 laureati su 100 non vanno oltre il livello minimo di decifrazione di un testo. Cioè, se proprio va bene riescono a far partire la lavastoviglie leggendo le istruzioni, oppure intuiscono le controindicazioni dell'aspirina. Ma di più no.

Ancora: un laureato su cinque non riesce a dirimere un'ambiguità lessicale. E un laureato su tre ha meno di cento libri in casa, quasi sempre quelli che ha (più o meno) sfogliato per arrivare al pezzo di carta. Ma su quella carta, troppo spesso è come se fossero impressi geroglifici. E non parliamo poi di quando è necessario scrivere un testo.
Per questo, molti atenei hanno deciso di organizzare corsi di recupero di italiano per le matricole: grammatica e sintassi, cioè argomenti da prima media. "I ragazzi non conoscono il significato di espressioni lessicali banalissime", spiega Pier Maria Furlan, preside di Medicina 2 a Torino, dove appunto si torna sui banchi quasi per fare le aste, e per ripassare (o per studiare?) il congiuntivo. "Credetemi, è una situazione da mettersi le mani nei capelli. Per fortuna, gli studenti sono abbastanza consapevoli dei propri limiti: gli iscritti ai corsi di recupero sono oltre 35 su cento".

Come nasce lo "studente analfabeta"? Quando comincia a diventarlo? "I guasti iniziano nella scuola dell'obbligo", risponde Tullio De Mauro, il padre degli studi linguistici italiani. "Il buonismo degli insegnanti ha fatto grossi danni, ormai si tende a promuovere un po' tutti e non si sbarra il passo a chi non è all'altezza. Ma il disprezzo per la lingua italiana risiede anche in certi romanzi di nuovi autori, pieni di parolacce e di inutili scorciatoie, e nel linguaggio sempre più sciatto dei giornali dov'è quasi scomparsa la ricchezza della punteggiatura".

Insomma, oggi s'impara poco anche leggendo. E si studia male. "Credo che il predominio dell'inglese stia nuocendo all'uso dell'italiano", sostiene il noto linguista Gian Luigi Beccaria. "Ormai è necessario alfabetizzare adulti e ragazzi, e la colpa è di un intero percorso scolastico che non sempre funziona. Le lacune nascono da lontano. Inoltre, l'uso esclusivo di telefoni cellulari e computer come strumenti di comunicazione non aiuta la nostra lingua: l'italiano sta regredendo quasi a dialetto". Lasciando perdere gran parte della narrativa italiana contemporanea, dov'è possibile far tesoro della lingua giusta? "Leggendo o rileggendo autori esemplari per pulizia dello stile e chiarezza: penso a Primo Levi, a Calvino, ma anche a Pirandello e Pavese, oppure al Fenoglio di Primavera di bellezza, mentre Il partigiano Johnny è più complesso".

Secondo recenti e sconfortanti statistiche, il venti per cento dei laureati italiani rischia l'analfabetismo funzionale, cioè la perdita degli strumenti minimi per interpretare e scrivere un testo anche semplice. E la percentuale sale tra i diplomati: trenta su cento possono diventare semi-analfabeti di ritorno. Una delle cause può essere l'abbandono della grammatica e della fatica della sintassi: già alle medie non si studiano quasi più, figurarsi al liceo. Nella scuola superiore, ormai pochissimi insegnanti si sobbarcano la correzione di trenta temi pieni di bestialità, una fatica tremenda e scoraggiante. E guai se non si promuove chiunque: scatterà la reazione anche violenta delle famiglie (sempre più spesso si rivolgono all'avvocato per rintracciare vizi di forma nei registri, anche dopo la più sacrosanta delle bocciature dei loro pargoli).
"Siamo molto preoccupati", dice Franca Pecchioli, preside di Lettere a Firenze. "Se gli studenti non sanno dov'è il Mar Nero, beh, è grave ma glielo possiamo insegnare. Ma se non sono in grado di seguire la spiegazione di un docente perché ignorano il significato di certe parole, allora è peggio". Ha un suono sinistro anche la testimonianza di Elio Franzini, preside di Lettere alla Statale di Milano: "L'anno scorso, insegnando ai primi anni di filosofia chiesi chi avesse letto Proust, e alzarono la mano in tre. E quasi nessuno sapeva chi avesse scritto Delitto e castigo".

Invece è palese il delitto nei confronti della lingua italiana, o di quella che dovrebbe essere la formazione universitaria: tra i paesi industrializzati, solo Messico e Portogallo stanno peggio di noi. Vale forse la pena ricordare che in Italia soltanto 98 persone su mille acquistano ogni giorno un quotidiano, mentre in Giappone sono 644. Un problema di formazione, o di scarsa informazione? "Siamo di fronte a un'autentica violenza nei confronti della parola", risponde Giovanni Tesio, critico letterario e docente all'Università del Piemonte Orientale. "Ma non dipende solo dalla scuola: la colpa è anche delle famiglie e dei modelli culturali. La prevalenza dell'immagine porta a una disattenzione verso i testi, e comunque è vero che mancano le basi. Me ne accorgo correggendo tesi di laurea non solo scritte male, quello sarebbe il meno, ma anche piene di strafalcioni. Perché per decenni si è demonizzata la grammatica, come se tutto dovesse essere facile e divertente. Ebbene, a scuola non tutto può né deve esserlo. Un'altra fesseria è credere che la grammatica s'impari leggendo, quello è un universo che non accetta usi strumentali". Ma l'analfabetismo dei laureati può essere arginato? "Siccome la letteratura è il luogo in cui il senso della complessità diventa più forte, io la insegnerei anche nelle facoltà scientifiche".
Forse in Italia manca un vero sistema di educazione per adulti, non siamo più capaci di aggiornarci, allenando cervello e conoscenza come se fossero muscoli. La faciloneria portata da Internet, strumento meraviglioso e banale, ricco di potenzialità ma anche di comode tentazioni, ha ormai diffuso una specie di cultura del "copia e incolla", attraverso l'utilizzo di una lingua spesso piatta e tutta uguale, riprodotta all'infinito.. Molti esami scritti, all'Università, vengono condotti come i test per la patente, mettendo crocette su un questionario; e le relazioni degli studenti procedono con "Powerpoint", un altro strumento che riduce la dialettica a riassunto di qualche schema, sillabando quattro parole.

"Abbiamo vastissima conoscenza orizzontale e istantanea, però non siamo più in grado di approfondire, di scendere nel cuore delle cose", conclude Tesio. Il sessanta per cento degli italiani non ha mai letto un libro (anche se molti di loro, purtroppo, hanno provato a scriverlo). E non è affatto vero che "val più la pratica della grammatica". Altrimenti non sarebbe possibile che 45 laureati su cento ignorino qual è (scritto senza l'apostrofo) il passato remoto del verbo cuocere.

Da ageman, Giovedì, 10 Dicembre 2009 18:06 Commenti(0), Leggi tutto
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Meredith: la sentenzaAmanda e Raffaele

Meredith, la sentenza. Raffaele: vivo un incubo
Knox condannata a 26 anni, 25 per Sollecito
05 dicembre, 18:16



PERUGIA - "Mi sembra di vivere in un incubo infernale: cosa faccio adesso?". Provato da una notte in bianco, Raffaele Sollecito ha accusato pesantemente il colpo che i giudici della Corte d'Assise di Perugia gli hanno inferto con la condanna a 25 anni di carcere. Il giovane pugliese, racconta chi l'ha visto, non sta bene tanto che l'avvocato Luca Mauri ha chiesto ai responsabili del carcere di Capanne di tenerlo sotto stretta osservazione e di valutare se fosse il caso di rafforzare l'assistenza psicologica.

AMANDA DISPERATA, NESSUNO CREDE IN ME - "Nessuno crede in me": provata da una notte passata a piangere, Amanda Knox è sembrata, a chi l'ha vista questa mattina nel carcere di Capanne a Perugia, molto demoralizzata e delusa. "Nessuno crede in me - ha ripetuto ai suoi interlocutori - e non capisco perché. Ho sempre detto la verità, non sono stata io ad uccidere Meredith". Amanda si è anche detta molto dispiaciuta per i suoi familiari, sperava, e credeva, di poter uscire e tornare con loro negli Stati Uniti. Così invece non è stato vista la condanna a 26 anni inflittale dalla Corte d'Assise di Perugia. Rientrata in carcere poco dopo l'una, Amanda è stata accolta dalle sue compagne di cella che hanno cercato di confortarla. Un tentativo che però ha avuto poco successo, con Amanda che ha pianto praticamente tutta la notte.

GIURATO; DECISIONE SOFFERTA, IMPOSSIBILE ERGASTOLO - Una "decisione molto sofferta" che partiva però da un presupposto: che l'ergastolo fosse "una pena troppo dura per due ragazzi di vent'anni". Il giorno dopo la sentenza che ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito a, rispettivamente, 26 e 25 anni per l'omicidio di Meredith Kercher, uno dei giurati racconta cosa è avvenuto in camera di consiglio. "E' stata una lunga giornata per arrivare ad una decisione molto sofferta - dice all'ANSA chiedendo l'anonimato il giurato - abbiamo valutato le prove che c'erano e quelle che non c'erano. E l'ergastolo era sicuramente una pena troppo dura per due ragazzi di vent'anni". "Allora - sottolinea - avremmo dovuto dargli la pena di morte e non pensarci più". Su come la Corte abbia votato il giurato non si esprime ma fa intendere che alla fine i sei giudici popolari, il presidente Giancarlo Massei e il giudice Beatrice Cristiani abbiano trovato un'intesa. "Ognuno ha espresso la propria opinione. Chi in un verso chi in un altro - conclude - e poi ci siamo indirizzati verso la sentenza che poi è stata emessa".

FAMIGLIA MEZ, FATTA GIUSTIZIA MA NESSUN TRIONFO - La famiglia di Meredith Kercher è soddisfatta perché la sentenza della Corte d'Assise di Perugia che ha condannato Raffaele Sollecito e Amanda Knox ha "messo un punto" nella vicenda dell'omicidio della studentessa inglese, ma il fratello Lile ha detto che "non è il momento di celebrare alcun trionfo". La famiglia di Mez ha incontrato stamani la stampa insieme agli avvocati che li hanno rappresentati come parte civile, Francesco Maresca e Serena Perna.

IN CARCERE SORVEGLIATI A VISTA - Prima notte in carcere relativamente tranquilla per Amanda Knox e Raffaele Sollecito che sono stati condannati rispettivamente a 26 e 25 di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher. Il giovane italiano non ha lasciato trasparire particolari emozioni prima e dopo la sentenza. Ha invece pianto a lungo la Knox nelle ore che hanno preceduto la lettura della decisione e dopo essere stata riportata in carcere. La giovane di Seattle si sarebbe poi comunque tranquillizzata trascorrendo il resto della nottata senza particolari problemi. Sollecito e la Knox che si proclamano estranei all'omicidio di Meredith Kercher hanno assistito in aula alla lettura della sentenza arrivata pochi minuti dopo la mezzanotte. I due sono sorvegliati a vista da un agente, per evitare che possano commettere gesti sconsiderati.

Già nei giorni scorsi, subito dopo le richieste avanzate dall'accusa, la direzione del carcere di Capanne aveva rafforzato i controlli sui due giovani e la scorsa notte, quando attorno all'una il cellulare della penitenziaria è arrivato dal tribunale di Perugia, sono stati ulteriormente innalzati.

PM, DECISIONE CHE INTENDIAMO RISPETTARE - "E' una decisione che intendiamo rispettare. Riconosce infatti la colpevolezza degli imputati per tutti i reati che gli sono stati contestati": così la mattina dopo il pubblico ministro Manuela Comodi commenta la sentenza di condanna a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. Il magistrato ha annunciato che la Procura non intende appellare la sentenza. Il Pm Comodi ha sottolineato che ai due imputati è stata riconosciuta l'aggravante della violenza sessuale "seppure materialmente commessa da Rudy Guede (condannato a trent'anni di reclusione con il rito abbreviato - ndr)". Il pubblico ministero ha quindi parlato di "una sentenza che già dal dispositivo dimostra equilibrio". La Comodi ha quindi sottolineato "l'impegno e la qualità del lavoro svolto dalla polizia (la Squadra Mobile di Perugia, lo Sco, la Scientifica e la Polizia Postale) così come tutti i consulenti e dell'Ufficio del pubblico ministero. Riferendosi all'aspetto umano della vicenda il Pm Comodi ha sottolineato che "vedere due ragazzi condannati a una pena così lunga lascia l'amaro in bocca ma il pensiero va anche alla vittima, uccisa in modo atroce".

LUMUMBA, PIETA'PER AMANDA MA SUE LACRIME COCCODRILLO - Sostegno ad Amanda per cosa la attende, ma nello stesso tempo nessuna fiducia nel suo pianto. "Nella mia mente sono rimasto in prigione, ma in questa sentenza ho sentito dentro di me una speranza che mi aiuta a uscire da questa situazione": così Patrick Lumumba, il giovane congolese finito in carcere nella prima fase delle indagini proprio in base alle dichiarazioni di Amanda knox, ha commentato stamani con i giornalisti le sentenze di condanna per l'omicidio di Meredith Kercher. Umanamente - ha però osservato - sono vicino ad Amanda. "Non è così bello vedere qualcuno condannato - ha spiegato - quindi posso capire le ragioni di Amanda, anche se mi ha fatto del male. E per questo ieri sera non ho voluto parlare con i giornalisti. Non mi veniva da parlare, per rispetto". Commentando le lacrime di Amanda subito dopo la lettura della sentenza, Lumumba ha detto che "le sue in generale sono lacrime di coccodrillo, ma quelle di ieri potevano essere vere, perché non è facile". Quanto al risarcimento disposto nei suoi confronti per il reato di calunnia da parte di Amanda (50.000 euro con una provvisionale immediatamente esecutiva di 10.000), il giovane ha spiegato di sentirsi soddisfatto poiché la sua richiesta era simbolica. "Per me - ha detto - era sufficiente il riconoscimento della responsabilità penale".

LA SENTENZA DELLA CORTE D'ASSISE - di Claudio Sebastiani - Raffaele Sollecito, venticinquenne ingegnere informatico di Giovinazzo, e Amanda Knox, studentessa nata 22 anni fa a Seattle, sono responsabili di avere ucciso e violentato Meredith Kercher insieme a Rudy Guede, già condannato alcuni mesi fa, con rito abbreviato, a 30 anni di reclusione. Per questo la Corte d'assise di Perugia ha inflitto 26 anni di reclusione all'americana e 25 al giovane pugliese. Una sentenza arrivata dopo 14 ore di camera di consiglio. Accolta tra lo sconforto dai due imputati e dai loro familiari presenti in aula.

"Ampiamente soddisfatti" i familiari di Mez che sono rimasti però praticamente impassibili al momento della lettura del dispositivo. "Una sentenza che rende giustizia alla memoria di Meredith" ha detto l'avvocato Francesco Maresca che li ha rappresentati insieme a Serena Perna. "L'impianto accusatorio ha tenuto" il commento del pubblico ministero Giuliano Mignini che ha sostenuto le tesi dell'accusa insieme a Manuela Comodi. "Attendiamo di leggere le motivazione della sentenza della Corte d'Assise - ha aggiunto quest'ultima - nella convinzione che la pubblica accusa ne condividerà l'impianto. Credo che difficilmente proporremo appello".

I due magistrati avevano chiesto per i due imputati la condanna all'ergastolo ma la Corte ha concesso loro le attenuanti generiche, con la conseguenza di uno sconto di pena. Per la Corte presieduta da Giancarlo Massei, Sollecito e la Knox erano, insieme a Guede, nella casa di via della Pergola quando, nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007, Mez venne uccisa con una coltellata alla gola nel corso di un aggressione maturata in un contesto a sfondo sessuale e di risentimento. Quello provato dalla Knox nei confronti della sua coinquilina che - in base alla ricostruzione accusatoria - la criticava per la scarsa igiene e perché aveva portato alcuni ragazzi in casa. Per i pm fu la Knox a portare Guede e Sollecito nell'appartamento dove cominciò una discussione tra le due giovani sfociata nell'omicidio. Fu Amanda - hanno ritenuto gli inquirenti - a colpire al collo l'inglese con un coltello portato da casa di Sollecito mentre il suo allora fidanzato la teneva insieme all'ivoriano che tentò anche un approccio sessuale. Quest'ultimo fuggì e venne poi arrestato in Germania mentre Sollecito e la Knox tornarono nella casa - secondo l'accusa - simulando un furto per sviare le indagini. Per conoscere perché i giudici hanno condannato i due giovani sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni della sentenza.

La Corte d'assise deve però avere ritenuto attendibili gli elementi raccolti dalla squadra mobile, dallo Sco e dalla polizia scientifica. Come il Dna di Sollecito misto a quello della vittima trovato sul gancetto del reggiseno di Meredith o il suo codice genetico isolato, insieme a quello della Knox, su un coltello da cucina sequestrato in casa del giovane pugliese. L'arma del delitto secondo gli inquirenti, anche se le difese hanno ripetutamente contestato la sua compatibilità con le lesioni. Tra gli elementi sui quali i pubblici ministeri hanno fondato la loro ricostruzione c'é la testimonianza di Nara Capezzali che la notte dell'omicidio sentì un urlo straziante provenire dalla casa del delitto e poi passi di tre persone fuggire. Eppure Sollecito e la Knox hanno ripetuto che la notte del primo novembre loro nella casa di via della Pergola non c'erano. Si trovavano invece nella casa del giovane pugliese - secondo la loro versione - dove videro il film "Il favoloso di Amelié". Le loro difese hanno contestato l'attendibilità dei testimoni e i metodi di repertazione e analisi delle tracce con il Dna. Inutilmente però. Perché per la Corte d'assise di Perugia Sollecito e la Knox sono i responsabili dell'omicidio di Meredith Kercher. E Amanda anche della calunnia a Patrick Lumumba, il giovane finito in carcere qualche giorno dopo il delitto e poi dichiarato estraneo alla vicenda: un reato che ha avuto l'effetto di un anno in più di reclusione rispetto al suo ex fidanzatino.

Da ageman, Sabato, 05 Dicembre 2009 17:46 Commenti(0), Leggi tutto
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Rotondi contro la pausa pranzo, un danno per il lavoro


Il ministro: ritualita' che blocca tutta l'Italia
23 novembre, 18:40


La pausa pranzo serve per corpo e psicheLink
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ROMA - "La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia": ha provocato non poche polemiche questa frase di Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del programma di governo, a 'KlausCondicio'. Tanto che il ministro ha dovuto precisare: "Non ho proposto di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera, perché quella è l'ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare".

"Ma Rotondi ha mai lavorato? A furia di frequentare gli amici degli imprenditori anche Rotondi adesso ragiona come loro. Il Pdl ha così poca considerazione dei lavoratori che tutto ciò che è un loro diritto diventa un fastidio. Rotondi capisca che chi blocca l'Italia è il suo Governo e non la pausa pranzo dei lavoratori", afferma Gianni Pagliarini, responsabile Lavoro del PdCI.

"Non è vero che i parlamentari non lavorano. Anzi, lavorano tantissimo. Svolgono un'attività un po' particolare che non comprende solo il voto in Aula, ma tanti altri compiti come relazioni politiche e rapporti col territorio", ci tiene a precisare Rotondi.

Rotondi propone di "chiudere la buvette" che "costa troppo e fa ingrassare i parlamentari.Sarebbe interessante capire perché gravi in modo così pesante sul bilancio della Camera - spiega - Si parla di 5 milioni di euro".

Se il ministro Rotondi avesse lavorato in ufficio o in fabbrica saprebbe che la pausa pranzo é ineliminabile, sottolinea il segretario generale della Uil Luigi Angeletti. "La gente non può lavorare per otto ore senza interruzioni -dice - la pausa pranzo si fa dappertutto".

"La pausa pranzo dove, nei cantieri edili? Nei campi? I lavoratori quando pranzano, lo fanno in maniera molto frugale, quasi sempre un panino o qualcosa del genere. Se Rotondi vuole dare il buon esempio, non vada alla buvette e i lavoratori italiani ne seguiranno l'esempio", commenta il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Il paragone con gli altri paesi è fuorviante - continua Bonanni- qui in Italia non ci sono le mense.

"Una nuova teoria economica da fastfood o una antica ricetta della cucina dello sfruttamento?A certe proposte fatte solo allo scopo di non parlare dei problemi reali e concreti del Paese forse sarebbe bene non fare troppa pubblicità poiché si commentano da sole", dice il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni.

Da ageman, Lunedì, 23 Novembre 2009 21:48 Commenti(0), Leggi tutto
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http://www.manifestosardo.org/

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Da ageman, Mercoledì, 04 Novembre 2009 19:28 Commenti(0), Leggi tutto
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Radovan Karadzic: accusato di feroci massacri

Radovan Karadzic
Accusato di feroci massacri ai danni dei croati e dei musulmani di Bosnia
27 ottobre, 16:41


La carneficina di SrebrenicaSARAJEVO - Fino a poco più di un anno fa uno degli uomini più ricercati del mondo, Radovan Karadzic è stato braccato per anni per i crimini di guerra e contro l'umanità perpetrati durante il conflitto in Bosnia tra il '92 e il '95. Arrestato il 21 luglio 2008 in un'imprecisata località della Serbia, Karadzic è accusato di feroci massacri ai danni dei croati e dei musulmani di Bosnia.

Contro di lui si è aperto all'Aja il processo davanti ai giudici del Tribunale penale internazionale (Tpi), ma l'ex leader dei serbi di Bosnia ha deciso di disertare l'aula. Sulla sua testa pendono 11 capi d'accusa tra cui genocidio e crimini contro l'umanità commessi durante la guerra di Bosnia (1992-1995). Per il procuratore Brammertz, è colpevole del massacro di Srebrenica, la pulizia etnica di 8.000 musulmani bosniaci avvenuta nel luglio del 1995, e dell'assedio di Sarajevo, durato 43 mesi. Per il procuratore capo il disegno criminale in cui era coinvolto Karadzic prevedeva l'uccisione di tutti i musulmani e i croati di Bosnia.

L'ex presidente dell'ex Repubblica serba di Bosnia (Rs), è nato il 19 giugno 1945 a Petnjica, un paesino sul monte Durmitor (Montenegro), nel comune di Savnik. E' sposato con Ljiljana Zelen, psichiatra come lui; hanno due figli Sasa e Sonja. A 15 anni si trasferisce con la famiglia a Sarajevo, dove più tardi si laurea in medicina, specializzandosi in psichiatria. Poeta dilettante, diventa il leader politico dei serbo-bosniaci nel '90 e sostiene il presidente serbo Slobodan Milosevic nel suo disegno di dar vita ad una 'Grande Serbia'. Prima della fine della guerra in Bosnia, il 25 luglio 1995, il Tpi lo incrimina assieme al suo comandante militare Ratko Mladic per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti commessi tra l'aprile del 1992 e il luglio del 1995.

Il 27 giugno 1996 comincia all'Aja il processo in contumacia e il Tribunale emette un secondo mandato di cattura. Karadzic abbandona ogni incarico e si dà alla latitanza. Prima di essere arrestato, era più volte sfuggito alla cattura. Uno dei casi più clamorosi risale all'estate del 1997 quando sarebbe stato aiutato a fuggire da un ufficiale francese, il maggiore Herve' Gourmelon. Altri arresti mancati per un soffio sono stati segnalati nel febbraio e nel maggio del 2002 e nel gennaio 2004. Prima della cattura è stato segnalato a volte in Serbia, a volte in Bosnia, in prossimità di quel confine montenegrino che Karadzic a quanto sembra passava quando poteva per andare nel suo paese d'origine

Da ageman, Sabato, 31 Ottobre 2009 17:32 Commenti(0), Leggi tutto
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CONTINUITA’ TERRITORIALE SARDEGNA-ITALIA

CONTINUITA’ TERRITORIALE: SANNA (PSDAZ), INACCETTABILE PROROGA
22 ottobre 2009

(AGI) – Cagliari, 22 ott. -

“La proroga della continuita’ territoriale, alle medesime condizioni della precedente convenzione, messa in piedi dal centro sinistra, e’ una sconfitta per i sardi ed e’ una soluzione inaccettabile, frutto di una politica che ancora una volta si dimostra disattenta alle reali esigenze del popolo sardo”. Lo ha dichiarato Giacomo Sanna, capogruppo del Partito Sardo d’Azione in Consiglio regionale.

“I sardi loro malgrado – continua Sanna – per avere garantito il diritto alla mobilita’, continueranno a pagare, ad esempio, 8 euro per la tassa sul carburante, che venne inserita in un momento storico in cui i prezzi dei prodotti petroliferi avevano raggiunto quotazioni assai piu’ elevate delle odierne. E non e’ assolutamente chiaro se il nuovo accordo valga esclusivamente per le tratte da Roma e Milano, la cui convenzione scadeva agli inizi di Ottobre o anche per le altre tratte”.

“Questa situazione non e’ piu’ sostenibile – conclude Sanna – ed e’ necessario che l’esecutivo regionale si attivi immediatamente per poter garantire dei reali vantaggi ai cittadini sardi che troppo hanno pagato fino ad oggi per aver garantito il diritto alla mobilita’”. (AGI)


Da ageman, Giovedì, 22 Ottobre 2009 18:53 Commenti(0), Leggi tutto
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Tremonti, credo al posto fisso non alla mobilità


"E' la base per organizzare un progetto di vita"
19 ottobre, 17:04

"Non credo che la mobilità di per sé sia un valore, penso che in strutture sociali come la nostra il posto fisso è la base su cui organizzare il tuo progetto di vita e la famiglia". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, chiudendo i lavori di un convegno organizzato dalla Bpm. "La variabilità del posto di lavoro, l'incertezza, la mutabilità - ha aggiunto il ministro - per alcuni sono un valore in sé, per me onestamente no".

EPIFANI: CHIEDETE A CONFINDUSTRIA

''Chiedete un commento a Confindustria''. Questa la risposta del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani a chi gli ha chiesto un commento sulle parole del ministro dell'economia Giulio Tremonti a tutela della Costituzione e del posto di lavoro fisso.

Il ministro dell'economia Giulio Tremonti e' ''come se fosse iscritto alla Uil''. Lo sostiene il segretario generale dell'organizzazione Luigi Angeletti che ha commentato in questo modo le affermazioni del ministro sulla tutela della costituzione e del posto di lavoro fisso. ''E' come se fosse un nostro iscritto - ha spiegato - non so se gli fara' piacere ma e' cosi'''.

La Cisl giudica ''condivisibili'' le parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sull'importanza del posto fisso ma ribadisce la richiesta di ''pagare di piu''' la flessibilita'. ''Le parole di Tremonti sull'esigenza di avere posti di lavoro stabili - ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni - sono sicuramente condivisibili. E' un obiettivo che inseguiamo anche noi. Oggi il problema e' quello di superare l'idea distorta di flessibilita'. Chi e' precario o flessibile deve essere pagato di piu' e avere piu' tutele e garanzie degli altri. Questo e' un punto su cui la Cisl insiste da tempo''.

COSTITUZIONE ANCORA VALIDA, POCO APPLICATA

La Costituzione è "ancora molto valida per la parte dei principi" e un ritorno allo spirito originario può portare "a concrete e non poco remote applicazioni", ha aggiunto Tremonti, "Nella nostra Costituzione - ha argomentato il ministro - che considero ancora molto valida per la parte dei principi, c'é il confronto tra le tre diverse culture chiave che animarono lo spirito di quel tempo: quella cattolica, quella comunista e quella liberale". Tremonti ha poi indicato l'articolo sulla "proprietà industriale" come "la sintesi delle tre diverse visioni".

Il ministro ha proseguito spiegando che ''a parte alcuni passaggi che possono sembrare un po' ingenui, come quando si parla ancora di carbone, ce n'e' uno fondamentale ossia che la repubblica tutela e regola il risparmio e favorisce l'accesso alla proprieta' dell'azionariato popolare dei grandi complessi produttivi del Paese''. L'evoluzione delle cose, secondo Tremonti, ha fatto si' che ''la Costituzione non sia stata pienamente applicata'' in quanto ''c'e' stata una rotazione rispetto ai principi formulati allora che ha portato ad un grande favore per i titoli di debito sfavorendo quelli di proprieta'''. Un fatto che ha portato al ''controllo del sistema bancario sulla grande proprieta' industriale''. Il ministro ha concluso il suo ragionamento affermando che ''un ritorno alla Costituzione attraverso queste riflessioni ci puo' portare a concrete e non poco remote applicazioni''.

Da ageman, Lunedì, 19 Ottobre 2009 15:08 Commenti(0), Leggi tutto
 
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